26 Dicembre 2017 · 828 Views

Anno 1861 a Firenze, prima parte

Anno 1861 a Firenze, parte 1°
Gennaio - Aprile
Parte 1
Parte 2
Parte 3 a breve

 
È questa una curiosa pubblicazione storico-aneddotica, che ha cominciato ad apparire i primi di dicembre 1899, in dispense di pag. 64 ciascuna; compilata per registrare i fatti accaduti giorno per giorno, nella nostra Italia, dal i gennaio 1801 al 31 dicembre 1900, cioè nel secolo XIX, che vide i primi Rivolgimenti ed il primo Regno d'Italia e nel quale l'Unità Nazionale fu compiuta. 
 

Copertina e Frontespizio dell'Universo illustrato del 1870
{Gabinetto delle Stampe; Castello Sforzesco, Milano,)
 
Per semplificare la conoscenza dei fatti riguardanti la città del titolo sono stati estrapolati quelli su Firenze, sperando di avere fatto qualcosa di interessante. Piccole schegge di storia. Grazie.
 
Gennaio 1861
 
Martedì 1.
A Firenze nelle sale di Palazzo Vecchio festa da ballo data dal governatore Ricasoli.
Martedi 8.
In Firenze Michele Amari (1) dà la sua prima lezione di storia della letteratura araba.
Giovedì 17. 
La Nazione in Firenze pubblica indirizzo sottoscritto da cittadini Romani al Re, al quale deve presentarlo Gioacchino Pepoli (2).
Lunedì 21. 
Festoso arrivo a Livorno ed a Firenze alle 12.50 pom. dei principi reali Umberto ed Amedeo.
Lunedì 28. 
In Firenze i principi Umberto ed Amedeo, che vanno visitando la città, intervengono questa sera acclamati al teatro Niccolini.
Martedì 29.
In Firenze i principi Umberto ed Amedeo intervengono questa sera al ballo dato dal barone Ricasoli come governatore generale della Toscana.
Giovedì 31.
Annunziasi che al Pacini nella carica di ministro dei lavori pubblici succederà il cav. Ubaldino Peruzzi, direttore della ferrovia Firenze-Livorno.
 
Febbraio 1861
 
Mercoledì 6.
I principi Umberto ed Amedeo, visitate le principali città di Toscana, ritornano a Firenze.
Venerdì 8.
La luogotenenza del Lombardo-Veneto ordina alle Camere di Commercio di non dare corso alla circolare del 10 nov. 60 della commissione reale di Firenze invitante gl'industriali italiani a partecipare all'esposizione colà indetta.
Sabato 9.
Da Firenze i principi reali recansi a Doccia a visitare la manifattura di porcellane Ginori, poi l'istituto agrario alle Cascine. A sera al Casino, nel già palazzo Borghese, ballo in loro onore.
Firenze è impressionata per tre misteriosi omicidi avvenuti nella notte, fra quali quello di una donna in costume di Pierotte.
Domenica 10.
In Firenze alle Cascine i reali principi passano in rivista la guardia nazionale. Gli zuavi pontifici ritornano a Corese sul territorio italiano.
Martedì 12.
In Firenze i reali principi intervengono all'affollata passeggiata sotto gli Uffizi; visitano in palazzo Vecchio il barone Ricasoli; intervengono al corso e ai moccoletti, poi ricevono tutte le persone che desiderano congedarsi da loro. La sera intervengono al veglione della Pergola.
A sera in tutta la città è molto commentato il fatto, del tutto insolito, che al corso mascherato d'oggi, molti signori (1), malgrado uu'ordìnanza prefettizia e le chiare disposizioni di legge, hanno buttato addosso ai cittadini imbrattandoli ogni sorta di polvere con confettacci di gesso, fagiuoli, castagne, sebbene al corso partecipassero i principi Umberto ed Amedeo, ai quali quei signori facevano corte e corona.
Mercoledì 13.
Firmata in Torino convenzione fra il Ministero dei lavori pubblici e Carlo Fenzi (4), per la Società delle strade ferrate livornesi, pel compimento della costruzione ed esercizio della ferrovia da Firenze ad Arezzo e presso Perugia ad Ancona e in congiunzione con la Ancona-Roma.
I reali principi partono da Firenze alle 7 a. per Bologna, dove arrivano verso le 16: la sera passeggiano per la città festeggiatissimi.
Sabato 16.
A Firenze i giurati assolvono il gerente del giornale il Contemporaneo (5) imputato di offesa alla sacra persona del Re.
Mercoledì 20.
Il conte di Cavour da Torino scrive al barone Ricasoli a Firenze: "Dopo Gaeta (6), Roma dev'essere la prima stazione verso cui rivolgere i nostri passi."
Domenica 24.
Ritorna a Firenze da Napoli il battaglione della guardia nazionale mobile toscana.
Mercoledì 27.
In Firenze assume il governo delle Provincie toscane il sen. Sauli (7), cessando con oggi il governatorato del barone Ricasoli.
 
Marzo 1861.
Lunedì 4
Ultimo giorno in cui a Firenze il barone Ricasoli trattiensi a Palazzo Vecchio, dove oggi ha installato il governatore Sauli.
Martedì 5.
Pubblicato a Firenze proclama del m.se Sauli nell'assumere la carica di governatore della Toscana.
Giovedì 7.
La Nazione di Firenze pubblica lettera dell'abate Passaglia (8) che smentisce le missioni diplomatiche, ufficiali od ufficiose, che gli vengono attribuite per un accordo tra il governo italiano e il Valicano.
Martedi 19.
In Firenze per la festa di S. Giuseppe, onomastico di Garibaldi, grande gazzarra di fucilate e di castagnole. Fuori porta San Gallo, in onore di Mazzini e di Garibaldi è inaugurato il Tiro a Segno Nazionale (9); poi dimostrazioni percorrono la città.
Mercoledì 20.
Lettera da Firenze di mons. Francesco Liverani all'Opinione di Torino contro la clericale Armonia, che ha attaccato violentemente il padre Passaglia per la missione assuntasi di conciliatore fra il conte di Cavour e il Valicano.
 
Aprile 1861
Mercoledì 10.
Esce a Firenze opuscolo del marchese Cesare Trevisani intitolato Roma capitale d'Italia, in risposta alle Questioni urgenti di Massimo d'Azeglio, sostenendo la tesi che l'Italia deve avere Roma.
Lunedi 15.
Un secondo battaglione di guardia nazionale mobilizzato di Napoli parte da questa città per Firenze.
 

Parlamento Italiano in seduta a Palazzo Vecchio

Parte 1
Parte 2
Parte 3 a breve
 
(1) Amari, Michele. - Patriota, storico e arabista siciliano (Palermo 1806 - Firenze 1889). Oppositore dei Borbone, costretto a un lungo esilio in Francia, fu dapprima fervente mazziniano ma infine appoggiò la soluzione cavouriana. Rientrato in Italia, divenne ministro dell'Istruzione, organizzò gli studi orientali e contribuì in modo rilevante alla conoscenza della Sicilia musulmana.
(2) Pepoli, Gioacchino Napoleone. – Nacque a Bologna il 10 ottobre 1825, secondogenito del marchese Guido Taddeo e di Letizia Murat, figlia di Gioacchino, già re di Napoli, e di Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone.
(3) Sono i nuovi arrivati, i piemontesi.
(4) Fenzi, Carlo. Nato a Firenze il 24 nov. 1823 - morto 2 sett. 1881, terzogenito del banchiere Emanuele e di Ernesta Lamberti. Fu membro dei consigli di varie società ferroviarie, fra cui la Società per le strade ferrate livornesi e la Società per le strade ferrate romane, di cui divenne anche presidente.
(5) Il Contemporaneo, giornale legittimistico-clericale.
(6) Il 20 febbraio 1861, Gaeta è conquistata dall'esercito piemontese: "i tricolori sventolano in città, le luminarie si accendono e nelle strade non si parla più il dialetto".
(7) Francesco Maria Sauli, marchese (Genova, 20 gennaio 1807 – Genova, 24 febbraio 1893), è stato un diplomatico e politico italiano.
(8) Carlo Passaglia (Lucca, 12 maggio 1812 – Torino, 12 marzo 1887) è stato un teologo e presbitero italiano. Fu uno dei più noti esponenti del clero che si schierò a favore dell'Unità d'Italia.
(9) Nel marzo 1861 venne fondato dalla Società nazionale del tiro a segno di Firenze e il principale estensore dei suoi statuti. Tale società aveva lo scopo di "accrescere il più possibile il numero dei cittadini esperti nel maneggio delle armi da fuoco", proponendosi anche di incoraggiare l'esercizio della scherma e della ginnastica.

 
Fazzoletto in seta, stampato a colori, allusivo alle storiche parole pronunciate da Vittorio Emanuele II il 3 luglio 1871,
«A Roma ci siamo e ci resteremo», e che qui viene riprodotto anticipandolo alla documentazione iconografica del 1871.

 

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