Grotta dì Cupido
Parco di Pratolino
Costruita dal Buontalenti nel 1577, è una grotta artificiale decorata esteriormente e internamente da spugne e stalattiti in cui erano celati una serie di giochi d'acqua - tra cui un cupido in bronzo destinare a bagnare e divertire i visitatori. Mantiene la struttura ma le decorazioni e le sculture che le ornavano sono da tempo scomparse.
Ingresso della Grotta di Cupido al Parco di Pratolino
Invece di andare ai tonfani, al pescaione e al mulino volgenti al mezzogiorno, seguiremo il viale che si dilunga in senso opposto, finché si giunge alla grotta di figura rotonda, sormontata da un tempietto, e adorna esteriormente di spugne lavorate in varie guise, e delle statue che le stanno ai lati. È la grotta di Cupido, dove la rozzezza dei materiali forma una bellezza molto rara. Badiamo bene ai tradimenti che fa l'acqua, cominciando dai tre scagliani pei quali si va dentro: accavalciato il primo, e messo il piede sul secondo, ecco dagli stipiti di questo due grossi fili d'acqua che ci schizzano nel viso; com'è naturale, andando d'un balzo sul terzo, facciamo sì che le aperture del secondo si chiudono per mezzo d'uno scatto, ed avrà un bel diventar pazzo quell'infradiciato che voglia star lì a cercare di scoprir quel gran mistero cui deve l'abbondanza d'acqua che contro sua voglia gli convien portare addosso. Non monta l'adirarsi; tutto è per ischerzo, e i permalosi stiano a casa.
Interno della Grotta di Cupido al Parco di Pratolino
Entrati nella grotta, ecco sopra una pila di marmo a finissimo lavoro la statuetta in bronzo del figliuol di Venere, che per un ingegnoso artifizio gira l'accesa face che tiene in una mano, dalla quale manda dell'acqua invece d'accenderci colla fiamma del suo fuoco sacro; dall'altra mano ha un arco con quattro saette, che parimente girando schizzano acqua da investirne all'improvviso i curiosi più vicini e quelli più lontani.
Interno della Grotta di Cupido, Parco di Pratolino
Interno della grotta di Cupido, Parco di Pratolino
Dentro ad altro bellissimo vaso c'è un delfino che si china e s'empie d'acqua; quindi sollevandosi ad un tratto, la sputa in faccia a quei che gli s'accostan per guardarlo. E gli sgabelli ! . . . anche qui son gli sgabelli fatali per mettersi a sedere... ma dato il caso che qualche incauto vi si segga, gli spilli dell'acqua lo colpiscono con tant'impeto nel petto, da parergli scariche di pistole (1).
(1) Vedasene l'incisione fatta dal Della Bella nella Descrizione Sgrilli, e nel solito corridoio della Galleria. Il muro esterno di questa grotta esiste tuttora nella sua forma intiera.
Cenni storici
Gigante dell'Appennino
Grotta di Cupido
Tratto da Cesare Da Prato, Firenze ai Demidoff, Pratolino e S. Donato, relazione storica e descrittiva, Firenze, Pia Casa del patronato, 1886