La chiesa di Santa Maria Ferlaupe è un antichissimo edificio di culto fiorentino attestato dalle fonti tra IX e XI secolo.
Ricostruzione fantasiosa della chiesa
L’onomastica sostiene l’origine germanica del nome. Fereleuba è un antroponimo femminile longobardo e spiega la forma Ferlaupe adottata nelle carte latine. La tradizione ricorda dunque una fondazione o una donazione legata a una figura femminile di rango, coerente con la presenza longobarda a Firenze fra tardo VIII e IX secolo.
La chiesa di Santa Maria Ferlaupe è un antichissimo edificio di culto fiorentino attestato dalle fonti tra IX e XI secolo. Le carte ricordano il nome in forma latina forlapc e lo collegano a Fereleuba, donna consacrata che donò la basilica al monastero di San Zeno a Verona. Un diploma imperiale del 847 conferma il possesso della basilica nella città di Firenze e rende plausibile l’origine longobarda del culto.
La chiesa riappare in un diploma del 1014 e poi in atti cittadini dell’XI secolo. Nel 1066 Rolando del fu Azzo include Santa Maria Ferlaupe tra i beni venduti alla madre Gisla. Nel 1067 Gisla dona quelle proprietà al monastero di San Pier Maggiore. Il 27 novembre 1073 il vescovo Rinieri conferma a San Pier Maggiore la chiesa di Santa Maria Ferlaupe. Dopo il 1073 le fonti non ne parlano più e gli studiosi ritengono che l’edificio sia andato in rovina o perduto in calamità che colpirono Firenze. L’ubicazione non è certa. Le stesse fonti antiche ammettono che non si è potuto stabilirne il luogo preciso e che potrebbe essere stata esterna al primo cerchio di mura. Questa incertezza ha portato talvolta a confonderla con altri edifici. Gli studi moderni distinguono Santa Maria Ferlaupe da San Pier Scheraggio, la grande chiesa medievale poi in parte inglobata nel complesso vasariano degli Uffizi nel Cinquecento.
Le ricerche archeologiche sotto l’ala levante degli Uffizi hanno portato alla luce un sacello altomedievale precedente a San Pier Scheraggio. Una parte della letteratura identifica in via ipotetica quel nucleo più antico con Santa Maria Fereleuba. La proposta è suggestiva ma non definitiva e non esiste prova documentaria che certifichi l’equivalenza tra i resti rinvenuti e la chiesa citata nelle carte dell’XI secolo. Il sito museale degli Uffizi segnala con chiarezza la presenza di strutture di San Pier Scheraggio integrate nel percorso e oggi visibili, senza però attribuire con certezza il livello più antico a Ferlaupe.
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Il Crocifisso ligneo nella navata destra forse è stato intagliato dal legno dell'albero che miracolosamente rinverdì
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