Le origini della Società Colombaria

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Le origini della Società Colombaria
Personaggi e vicende
Via Sant'Egidio, 22. 
 
La mostra prende l’avvio dall’idea di celebrare i Soci della Colombaria, dalla fondazione dell’Accademia, fino al compimento dei 300 anni. A questo proposito s’intende mostrare la qualità e lo speciale tessuto connettivo che ha reso la Colombaria, partecipe e protagonista, in ogni tempo, di varie imprese erudite a Firenze e in Toscana. Attraverso i Sunti del Tarpato e del Peruzzi, verranno esposti disegni prodotti in quei primi sunti fatti durante le riunioni della Società Colombaria e far conoscere le opere, di maggior interesse, che furono mostrate dai Soci. La parte più cospicua della mostra è sicuramente quella dedicata al Socio fondatore Giovanni Baldovinetti, detto Il Vagante. Grazie alla collaborazione della dottoressa Rita Romanelli e della Fondazione Archivi Storici delle Famiglie, per la prima volta verrà esposto materiale, proveniente da altri archivi, riguardante Il Vagante e la storia della Società Colombaria.


Storia


 
Nel tomo III del Domestico, Bindo Simone Peruzzi, nella sezione ‘monete’ riproduce due lastre bronzee raffiguranti un elefante ed un cinghiale, dette immagini furono presentate   dal barone Phillip Von Stosch durante una seduta del 1742, gli originali erano nella collezione del marchese Neri Guadagli. Il Domestico si avvale delle informazioni proposte dallo Stosch formulate dopo aver visto le principali raccolte di monete europee.  commenta che la lastra con l’elefante doveva trattarsi di una moneta romana databile a subito dopo la discesa di Pirro del 472. (pagina 92 tomo III)
Gli stessi oggetti furono commentati dal Tarpato nel tomo X e inseriti nella sezione antichità. Il Tarpato consulta il testo di Pierio Valeriano. 

 



 Il Diploma ottocentesco della Colombaria esposto all’inizio della mostra.
 



Sempre dal Tarpato su pannello, per mostrare cosa veniva prodotto durante le riunioni dell’Accademia: questo disegno viene proposto nel  IV Tomo del Tarpato 152.
 


 
Sunti del Tarpato, tomo IX, p. 201v-202
Sempre nei pannelli
Il Domestico, Bindo Simone Peruzzi, mostrò ai soci un dipinto su tavola qui riprodotto in disegno. Era di proprietà del marchese Alamanno Bartolini Salimbeni, rappresenta la corsa del palio di San Giovanni nel tratto di percorso che va da San Pier Maggiore fino alla piazzetta degli Albizzi, sul fondo si vedono il Bargello e il campanile della badia fiorentina. Nella descrizione  ne riportano le misure e la descrizione iconografica. 
E’ identificabile con un’opera conservata al Cleveland Museum of Art, l’altro pannello del cassone è invece conservato al Museo del Bargello. 
Il tarpato annota che la detta tavola era stata menzionata in altre sedute, nel 1738 si dava conto che esisteva presso il palazzo Salimbeni di Santa Trinita

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