20 Novembre 2018 · 3635 Views

La Sposa di Michelangelo

Santa Maria Novella
La "Sposa" di Michelangelo
 


 
La chiesa di S. Maria Novella, nella piazza omonima, chiamata da Michelangelo La Sposa, venne progettata da due conversi domenicani Fra Ristori e Fra Sisto ì nel 1307, la parte orientale venne finita da Fra Borghese e da Albertino Mazzanti. Fra Giovanni Bracchetti da Campi nel 1349  costruì l'interno e Jacopo Talenti di Nipozzano la terminò nel 1357.

Sull'origine di questa magnifica chiesa così discorre Gaetano Milanesi (1) nei commenti alle Vite del Vasari:

Fra Sisto e Fra Ristoro, conversi domenicani, il primo nato in Firenze, il secondo nella terra di Campi, furono gli architetti che diedero il disegno di Santa Maria Novella. Si credono nati tra il 1225 e il 1230. Da chi apprendessero l'arte s'ignora, ma errarono grandemente coloro che li credettero discepoli e imitatori di Arnolfo [di Cambio], essendo di età troppo maggiore di lui. Intorno il 1260 dalla Repubblica Fiorentina erano invitati a dar compimento al palazzo dei Priori: non già il
palazzo Vecchio innalzato da Arnolfo molti anni dopo, ma quello del Podestà, al presente detto il Bargello; ivi ergevano alcune vòlte forse anco un atrio o un cortile (magnas testudines). La piena dell'Arno del 1° ottobre 1269 avendo alterate le pile del ponte alla Carraia erette nel 1218 da Iacopo Tedesco (se il vero narra il Vasari) furono dalla Repubblica fatte riedificare dai due religiosi architetti. Alcuni attribuiscono a questi medesimi artefici il ponte Santa Trinità che era rovinato in quella stessa piena: ma di ciò non si hanno prove sufficienti come non si hanno per asserire che dai medesimi fosse architettata la piccola chiesa di San Remigio della stessa città di Firenze. Aveva donato il padre Aldobrandino Cavalcanti ragguardevoli somme per la nuova chiesa di Santa Maria Novella, ma essendo egli morto pochi giorni innanzi di porre la prima pietra, ne fece le veci il cardinale legato latino Malabranca degli Orsini, domenicano, nel tempo stesso che riamicava in Firenze le due fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini addì 18 ottobre 1279, ponendosi con ogni alacrità mano ai lavori.
Non erano se non pochi mesi che Fra Sisto e Fra Ristoro dirigevano la fabbrica di Santa Maria Novella quando il pontefice Nicolò III li invitava a Roma ad operare nel Vaticano, ove fecero un atrio o cortile che sia. Con tutta ragione si crede che architettassero eziandio in Roma la magnifica chiesa di Santa Maria sopra Minerva e ne dirigessero i lavori; conciliandosi a meraviglia i tempi di quella fabbrica, la dimora in Roma di quei religiosi, nonché la somiglianza dello stile fra le due chiese della Novella in Firenze e della Minerva in Roma. Fra Ristoro, dopo breve tempo avendo fatto ritorno in Firenze, vi morì nel 1288. Fra Sisto, rimasto in Roma, vi chiuse i suoi giorni in marzo del 1289.
Alcuni architetti domenicani di minor grido seguitarono la fabbrica di Santa Maria Novella per alcuni anni finché ne presero la direzione due altri valenti artefici toscani, religiosi dello stesso convento. Son questi Fra Giovanni da Campi e Fra Iacopo Talenti; il primo nato intorno al 1280, il secondo non pochi anni dopo; aveva sortito i natali nel castello di Nipozzano della diocesi di Fiesole. Sembra che il primo prendesse a dirigere la fabbrica di Santa Maria Novella nel 1319 e che a lui debba attribuirsi il campanile della medesima.


(1) Gaetano Milanesi (Siena, 9 settembre 1813 – Firenze, 11 marzo 1895) è stato uno storico dell'arte italiano.​ (Treccani)

 

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