Francesco Alighieri, il fratellastro di Dante

Francesco Alighieri: il fratellastro dimenticato di Dante
Francesco Alighieri, soprannominato "ser Geri", nacque a Firenze verso il 1278, figlio di Alighiero di Bellincione (Alighiero II) e della sua seconda moglie, Lapa di Chiarissimo. Fratellastro di Dante, sposò Piera di Donato Brunacci, con la quale ebbe tre figlie: Durante, Ionia e Martinella. Visse principalmente tra Firenze e Ripoli, dedicandosi al commercio e all’agricoltura. È documentato in vita fino al 24 marzo 1352 e risulta deceduto entro settembre 1353, come attestano gli atti notarili dell'epoca.
Francesco appare per la prima volta nei documenti fiorentini nell'aprile 1297, quando contrae alcuni mutui insieme a Dante. Tuttavia, non fu coinvolto nelle vicende politiche che portarono all’esilio del fratello nel 1302. Rimase a Firenze, conducendo una vita più appartata. Nel 1304 si trovava ad Arezzo, dove contrasse un prestito di 12 fiorini d’oro: secondo alcuni studiosi, questa somma fu destinata a sostenere Dante durante i difficili anni dell’esilio. Dante, però, non menziona mai Francesco nelle sue opere; l’unico cenno indiretto è contenuto in un sonetto satirico di Forese Donati, che ironicamente augura a Dante di essere salvato economicamente da "Tana" (Gaetana) e "Francesco". Dopo la morte di Dante, nel 1321, Francesco entrò in contrasto con i figli del poeta, Pietro e Jacopo, per questioni ereditarie. Nel 1332 si arrivò a un arbitrato che sancì la divisione dei beni.
Francesco fu soprattutto un piccolo imprenditore. Si dedicò al commercio, alla gestione agricola e alla concessione di prestiti. Non ricoprì mai ruoli politici di rilievo: il suo nome compare tra i "ribelli" fiorentini del 1305, ma la sua posizione venne rapidamente sanata e, già nel 1309, figura come testimone in un atto pubblico a Ripoli. Nel 1342, Francesco partecipò alla riconciliazione ufficiale con la famiglia Sacchetti, chiudendo una lunga faida che aveva coinvolto anche i parenti degli Alighieri. Questo atto pubblico sottolinea il suo ruolo di mediatore locale, più incline alla diplomazia che al conflitto.
Le notizie su Francesco provengono quasi esclusivamente da documenti d'archivio: atti notarili, catasti e registri fiscali. Tra i documenti principali:
- Mutuo del 1304 ad Arezzo, forse per aiutare Dante;
- Arbitrato del 1332, che regola l’eredità familiare;
- Accordo di pace del 1342 con la famiglia Sacchetti;
- Ultima menzione nel 1352, poco prima della morte.

Francesco è anche identificato in alcuni documenti con il soprannome "ser Geri", a testimonianza della sua figura riconosciuta localmente. Durante gli anni più duri per Dante, Francesco non si spostò mai dall’Italia centrale. Mentre il fratello affrontava l’esilio in Romagna e in altre corti italiane, lui proseguiva la propria vita nella campagna fiorentina, badando agli affari familiari. Anche dopo la morte di Dante, Francesco si limitò a gestire la spartizione delle proprietà senza mai emergere pubblicamente nella memoria del Sommo Poeta.
Francesco Alighieri rimane una figura minore nella storia fiorentina e dantesca. Nessuna opera letteraria né particolare impresa politica o culturale è legata al suo nome. Gli storici lo ricordano esclusivamente come fratellastro di Dante, menzionato di sfuggita nelle fonti e nei repertori genealogici. La sua figura emerge come quella di un uomo comune: piccolo commerciante, legato alla terra e agli affari, più interessato alla sopravvivenza quotidiana che ai grandi ideali letterari o politici che segnarono la vita del fratello.

 

 

Le immagini di Francesco sono di fantasia.


Altri articoli
Nello Piccoli
Nello Piccoli

Custode della memoria, il suo legato è un richiamo alla perseveranza nella lotta per un mondo migliore. Fondò del "Circolo di cultura" di Firenze.

Angiolo Vannetti
Angiolo Vannetti

Scultore italiano del XX secolo, noto per opere in Italia e all'estero, tra cui Cuba e Libia. Le sue creazioni sono esposte in musei e piazze.

La madre di Leonardo
La madre di Leonardo

Una donna venuta da lontano, liberata dalla schiavitù, potrebbe aver dato alla luce uno dei più grandi geni del Rinascimento.

Sofonisba Anguissola
Sofonisba Anguissola

Alla Galleria degli Uffizi troviamo un autoritratto, dipinto tra il 1552 - 1553, di questa grande pittrice del tardo Rinascimento.