Uva Colombana di Peccioli

Uva Colombana di Peccioli in provincia di Pisa, il grappolo antico dell’Alta Valdera.
È uno di quei prodotti che raccontano bene la campagna toscana meno conosciuta, fatta di filari, cassette di legno, raccolte di settembre e sapori che non arrivano sempre nei grandi mercati.

Peccioli, in provincia di Pisa, è il suo nome più importante. Qui questa uva ha trovato casa e memoria. Viene descritta come un vitigno autoctono della provincia pisana, legato storicamente proprio alla zona di Peccioli. Il nome viene da San Colombano, a cui la tradizione collega l’arrivo di vari vitigni in quest’area.
La Colombana è soprattutto un’uva da tavola. Ha chicchi rotondi, che a maturazione diventano ambrati. Il sapore è dolce, molto zuccherino, con un profumo fruttato intenso. In alcuni casi è stata usata anche per fare vino, ma il suo valore principale resta quello del grappolo mangiato fresco.


La raccolta avviene a settembre. Un tempo veniva sistemata in cassette di legno e poteva essere conservata fino all’inizio dell’inverno in locali arieggiati delle campagne. Era una pratica semplice e intelligente. In quelle stanze si tenevano anche pomodori da serbo, patate e altri prodotti destinati a durare oltre la stagione. Questa uva non era un frutto qualunque. In passato arrivava anche su mercati importanti, come Firenze, Genova e Milano, e veniva conosciuta perfino fuori dall’Italia. Poi, come è successo a tante varietà locali, ha perso spazio. Il mercato ha preferito prodotti più regolari, più facili da trasportare e più adatti alla vendita lunga.
La Colombana, invece, resta un frutto legato al suo posto. Non parla solo di gusto, ma di abitudini agricole. Racconta famiglie che coltivavano, raccoglievano, sceglievano i grappoli migliori e li conservavano con cura. Racconta una Toscana dove la frutta non era disponibile tutto l’anno, ma seguiva il tempo giusto. Oggi è una varietà da cercare. Non perché sia sparita del tutto, ma perché non è più comune come un tempo. Viene inserita tra i prodotti che meritano attenzione perché legati a saperi locali e a coltivazioni che rischiano di restare in poche mani.

In cucina si usa nel modo più naturale. Si mangia fresca, a fine pasto, con pane, formaggi o frutta secca. Può entrare anche in dolci semplici, conserve e marmellate. Il comune di Peccioli la ricorda tra i prodotti locali, insieme ad altri cibi del territorio.

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