Cipolla di Treschietto: la cipolla dolce che resiste nei paesi della Lunigiana.
Ci sono prodotti che sembrano piccoli, ma raccontano bene un territorio. Questa cipolla è uno di questi. Nasce in Lunigiana, vicino al borgo di Treschietto, nel comune di Bagnone (MS), in una zona di montagna fatta di paesi in pietra, orti, boschi e campi non sempre facili da lavorare. La Regione Toscana la registra tra i prodotti tradizionali e la descrive come una cipolla piccola, tonda, rosa e dal sapore dolce.
Il suo valore non sta nell’apparire rara a tutti i costi. Sta nel fatto che è rimasta legata a un luogo preciso. Non è una cipolla qualunque presa da uno scaffale. È una varietà che vive attorno a Treschietto, dove le famiglie hanno continuato a coltivarla negli orti e nei piccoli terreni.
Il nome, infatti, non è un’etichetta messa dopo. Viene dal paese. E questo conta. Perché certi prodotti hanno senso solo se restano vicini alla terra che li ha fatti nascere. Cambi il posto, cambi il clima, cambi le mani che li coltivano, e qualcosa si perde.
La Cipolla di Treschietto ha un gusto dolce, meno aggressivo di altre cipolle. Per questo può essere mangiata anche cruda, in pinzimonio o nelle insalate. È collegata anche a piatti locali come la barbotta e la torta di cipolle cotta al forno, meglio ancora se preparata nel testo in ghisa, come si faceva nelle case della zona. È una cipolla da cucina vera. Entra nei piatti senza coprirli. Addolcisce un ripieno, dà profumo a una torta salata, rende più piena una zuppa, accompagna formaggi e pane. Non ha bisogno di ricette complicate. Le basta essere trattata bene.
La sua storia è fatta anche di semi e piantine conservate nel tempo. le piantine vengono spesso prodotte dagli stessi coltivatori, mantenendo viva la varietà locale. È un gesto semplice, ma decisivo.
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