L'Arringatore.

L'Arringatore: Un Viaggio nella Storia

Museo Archeologico di Firenze

Nel cuore del periodo repubblicano romano, un processo di trasformazione sociale e culturale stava cambiando l’Italia antica. Le città etrusche, un tempo rivali di Roma, venivano gradualmente inglobate all'interno dell'orbita della potenza romana. L'assimilazione non fu solo militare, ma anche politica e culturale. Ed è in questo contesto di fusione che nasce la figura de "L'Arringatore", una delle testimonianze più affascinanti di questo incontro tra due civiltà. Nonostante la crescente influenza romana, l'identità etrusca non sparì di colpo. Le élite etrusche, come Aule Meteli (Aulus Metellus in latino), dovettero trovare il loro posto nella nuova struttura sociale. Ma in che modo riuscirono a integrarsi senza perdere del tutto la loro identità? E soprattutto, come veniva rappresentata questa transizione? Una statua, oggi esposta al Museo Archeologico di Firenze, potrebbe essere la chiave per comprendere questo delicato processo.
"L'Arringatore" è una statua in bronzo realizzata intorno al 100 a.C. e rinvenuta nel 1566 a 14 km da Perugia. Si tratta di una delle opere più significative del periodo, un simbolo concreto del processo di romanizzazione. L'opera forse rappresenta Aule Meteli, un uomo di origini etrusche, che però indossa una toga romana e riveste un ruolo politico di rilievo all'interno della società romana. La figura, scolpita con grande maestria utilizzando la tecnica della fusione a cera persa, ci mostra un uomo maturo, con il braccio destro alzato nel gesto di "imporre silenzio", prima di iniziare un discorso pubblico. Questo gesto era tipico dei politici romani che arringavano la folla.
L'uomo indossa una toga corta (exigua) bordata di rosso, tipica dei senatori romani, e calzari (calcei) con due nodi, anch'essi distintivi della sua posizione. Al dito porta un anello magistratuale, simbolo del suo status politico. L'iscrizione sul bordo della toga ci dice molto: "Ad Aule Meteli, figlio di Vel", riconoscendo ufficialmente il suo ruolo come cittadino romano. La sua discendenza etrusca è evidente, ma la statua testimonia anche l'avvenuto assorbimento di Meteli all'interno dell'elite romana.
Questa statua è unica per il modo in cui riesce a incarnare il processo di fusione tra l'identità etrusca e romana. L’uomo non è rappresentato come un semplice etrusco, ma neanche come un romano puro: è il simbolo di una transizione. Questa fusione è sottolineata non solo dagli abiti, ma anche dal realismo con cui è stata scolpita la figura: ogni dettaglio, dalla postura al volto espressivo, ci parla di una figura che ha fatto da ponte tra due culture.
"L'Arringatore" rappresenta una delle prove più eloquenti del complesso processo di romanizzazione delle élite etrusche. La scultura, nonostante sia etrusca nelle origini del soggetto, utilizza tutti gli elementi artistici e simbolici propri della Roma repubblicana, dimostrando come la cultura etrusca stesse lentamente scomparendo, integrata nella struttura politica e culturale di Roma.

L’iscrizione sulla toga della statua dell’Arringatore, risalente al II secolo a.C., è scritta in caratteri etruschi e recita: “Auleśi Meteliś ve Vesial clenśi cen flereś Tece sanśl terine tuθineś χisvlicś”.

Secondo Romolo Augusto Staccioli (1), le prime sette parole possono essere tradotte come “Ad Aulo Metello figlio di Vel e di Vesi questa statua pose (?)………”, mentre l’ottava parola rimane incerta.
Piero Bernardini Marzolla (2), invece, ha integrato la traduzione comunemente accettata, come segue: “Ad Aulo Metello figlio di Vel e di Vesi, l’assemblea eresse questa statua, grazie al versamento di pubblico contributo”

(1) Romolo Augusto Staccioli (1921-2012), invece, è stato un archeologo e storico dell’arte italiano, noto per i suoi studi sulla civiltà etrusca. Nel 1977 ha pubblicato “Il mistero della lingua etrusca”, dove ha riassunto le conoscenze precedenti sulla lingua etrusca, tra cui solo 26 iscrizioni e 104 parole certe e complete tradotte
(2) Piero Bernardini Marzolla (1929-2019) è stato un traduttore, glottologo e funzionario italiano che ha decifrato una parte considerevole delle iscrizioni in lingua etrusca, sulla base dell’affinità di un gran numero di vocaboli con il sanscrito. Ha elaborato un’ipotesi di grammatica e individuato una metrica poetica.


Altri articoli
La Pisana
La Pisana

Scultura in terracotta patinata chiara, raffigura una figura femminile distesa. Il nome si ispira a un personaggio letterario.

Incontro per le scale
Incontro per le scale

L'opera di Cecioni raffigura un'intera sequenza, con il bambino forse alla fine preserva il suo pane e forse va a giocare con i suoi amici.

Il Cavallo ritorna galoppando
Il Cavallo ritorna galoppando

Un capolavoro romano torna nella Sala della Niobe agli Uffizi, restaurato e illuminato, arricchendo il patrimonio artistico di Firenze.

Due Visioni Diverse
Due Visioni Diverse

Donatello enfatizza la sofferenza umana mentre quello di Brunelleschi è un tipico esempio rinascimentale.