Broken. La forza del frammento in scultura
Organizzato da Fondazione Palazzo Strozzi

Broken. La forza del frammento in scultura — Palazzo Strozzi — 25 settembre 2026–24 gennaio 2027 — orario: tutti i giorni 10.00–20.00, giovedì fino alle 23.00
Anteprima: A Palazzo Strozzi, “Broken” racconta il fascino del frammento tra archeologia, memoria e arte contemporanea.

Con “Broken. La forza del frammento in scultura”, Palazzo Strozzi annuncia per l’autunno una grande mostra destinata a collegare mondi lontanissimi nel tempo ma sorprendentemente vicini nello sguardo. L’esposizione sarà aperta dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 tra cortile e piano nobile, con orario tutti i giorni 10.00–20.00 e il giovedì fino alle 23.00. È una mostra a pagamento, con ingresso gratuito per gli Amici di Palazzo Strozzi, e rappresenta uno dei progetti di punta della nuova stagione espositiva del palazzo.

Il cuore dell’esposizione è il frammento, non inteso come semplice resto di qualcosa di perduto, ma come oggetto autonomo, capace di conservare memoria e allo stesso tempo generare nuove interpretazioni. Palazzo Strozzi presenta infatti “Broken” come una grande mostra che esplora questo tema dall’archeologia all’arte contemporanea, mettendo in luce sia la forza formale del frammento sia le complesse vicende storiche che esso racchiude. Il progetto è curato da C. D. Dickerson e Andrew Sears ed è organizzato in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington, dove sarà presentato nella primavera del 2027.

La rassegna riunirà oltre novanta opere provenienti da secoli e contesti culturali diversi: dalle civiltà antiche di Egitto, Mesoamerica, Etruria e Grecia, fino a culture premoderne o della prima età moderna, dal Perù alla Cambogia. Accanto ai capolavori del passato, compariranno opere di artisti moderni e contemporanei che hanno fatto del frammento un punto di partenza per nuove possibilità espressive, tra cui Auguste Rodin, Alberto Giacometti, Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Francesco Vezzoli e Danh Vo. Proprio qui sta la forza della mostra: nel mostrare come una forma spezzata possa parlare di distruzione, ma anche di sopravvivenza, immaginazione e rinascita. “Broken” promette così di essere non solo un percorso storico, ma una riflessione molto attuale su ciò che resta, su come guardiamo le rovine e sul perché, ancora oggi, un frammento sappia dirci più di un’interezza perfetta.