30 Settembre 2017 · 5910 Views

Motonave Fiorenza

La motonave Fiorenza
 
Non molti sanno che l'Arno fra '800 ed il '900 era vissuto dai fiorentini molto più che oggi. In tutte le epoche il fiume è stato, nei periodi di carestia o delle grandi epidemie, la dispensa che permise di sopravvivere. Le pescaie, quei assurdi ostacoli che spesso creano problemi allo scorrimento dell'acqua, vennero costruite per agevolare la cattura del pesce e sfamare cosi l'intera, o quasi, città.
Fate una passeggiata su un qualsiasi ponte fiorentino e proviamo ad immaginarci cosa era l'Arno un secolo fa, non è solo un fantastico ornamento per il Ponte Vecchio, ma qualcosa di più. Da qui passavano moltissime merci che arrivavano dal mediterraneo, molte si fermavano qui, altre continuavano verso i mercati europei. Le rive dell'arno erano molto attive per il carico lo scarico merci ed anche dei molti bagni pubblici; Vi erano almeno tre porti, uno in Piazza delle Travi, l'attuale Piazza Mentana, un altro verso Borgognissanti e l'altro, molto grande, zona Pignone. Gli storici ci dicono che questi due esistevano già nel periodo romano.
 
Questa piccola pagina vuole solo raccontare qualcosa su questa nave, la Fiorenza, la quale poteva portare fino a duecento persone e pesava centocinquanta tonnellate e che i fiorentini chiamavano, sempre con ironia e malignità: "Raspamota". La Motonave Fiorenza, costruita nei cantieri Picchiotti di Limite sull’Arno, fu trasportata a pezzi a Firenze, sulla riva sinistra all'altezza di Piazza Demidoff per essere rimontata e messa in acqua sotto il Lungarno Serristori.
 
La motonave, che aveva nome Fiorenza, aveva una chiglia a chiatta per non "pescare" più di tanto nelle basse acque del fiume, era lunga una trentina di metri per quasi dieci di larghezza, stazza circa 150 tonnellate ed è capace di duecento passeggeri. Questa novità assoluta per Firenze ha destato la curiosità e l'interesse della soprattutto verso la "Firenze bene", all'escursione sul battello, specialmente al tramonto, con una spesa di tre lire. La nave sembrava quasi una nave vera e poteva contenere: una sala da ballo e un buon ristorante galleggiante degli anni Trenta, fra la pescaia di San Niccolò e Santa Rosa.
Era pilotata dal Ponte alle Grazie sotto il Ponte Vecchio, il Ponte Santa Trinita e ancorata davanti al Lungarno Corsini.
"
E … al calar della sera si riempiva di zanzare, le dame e i cavalieri si scambiavano tenere grattate, l’orchestra suonava, i camerieri servivano e … le zanzare ronzavano e pungevano … al ritmo di un valzer lento".
Saldamente ancorata ad un imbarcadero fisso tra Ponte Vecchio e la Pescaia di Santa Rosa, la nave Fiorenza un bel giorno partì smontata per Torino a cercare migliore fortuna, ma una volta deposta sul Po, venne trascinata via da un’improvvisa piena. Fini cosi banalmente la vita di questa bella motonave.



Oggi giovedì 15 settembre 1932, in occasione del genetliaco di S.A.R. il Principe di Piemonte, inaugurazione della Motonave Fiorenza. Alle ore 18 passeggiata e concerto. Dalle 21 alle 24, concerto e danze.
(Avviso pubblicitario apparso sul giornale quotidiano “La Nazione”)



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