Mario Nunes Vais

Mario Nunes Vais: il gentiluomo fotografo che immortalò l’Italia tra Ottocento e Novecento
Mario Nunes Vais (Firenze, 16 giugno 1856 – Firenze, 27 gennaio 1932) fu uno dei più raffinati ritrattisti italiani a cavallo fra XIX e XX secolo. Pur non essendo fotografo di professione, lasciò un archivio di oltre ventimila lastre che oggi costituisce un patrimonio iconografico di straordinario valore storico e culturale. La sua opera, incentrata soprattutto sul ritratto, documenta un’epoca di grandi cambiamenti, fissando per sempre i volti di politici, artisti, intellettuali e gente comune.
Nato in una famiglia ebraica di origine livornese, Nunes Vais ricevette un’istruzione cosmopolita presso l’Istituto Svizzero di Firenze. Seguì inizialmente le orme del padre come agente di cambio, professione che esercitò parallelamente alla passione per la fotografia. 
Nel 1881 sposò Sofia Uzielli: la loro casa cittadina e la villa a Pian de’ Giullari divennero salotti culturali frequentati dalla borghesia e dall’élite intellettuale fiorentina. Negli anni Ottanta dell’Ottocento si avvicinò alla fotografia, approfittando delle innovazioni tecniche che rendevano l’attività più accessibile. Da autodidatta, si formò frequentando e collaborando con maestri come Vittorio Alinari e Carlo Brogi. Nel 1890 entrò nella Società Fotografica Italiana, dove ricoprì ruoli organizzativi e fece parte di giurie e consigli direttivi.
La sua produzione si distinse fin da subito per l’eleganza e la sobrietà. Nunes Vais predilesse il ritratto, evitando pose enfatiche e privilegiando la naturalezza. Lavorò spesso in studi altrui, non possedendo un atelier proprio: utilizzò gli spazi di fotografi affermati e il terrazzo di posa della Società Fotografica Italiana. Affidava lo sviluppo e la stampa delle lastre a laboratori specializzati. Dal 1890 in avanti il suo nome divenne sinonimo di ritratto d’autore: politici come Giovanni Giolitti, artisti come Gabriele D’Annunzio e musicisti come Pietro Mascagni passarono davanti al suo obiettivo. Memorabili i ritratti di Eleonora Duse, sia in abiti di scena che in pose più intime, così come il celebre scatto del 1913 ai protagonisti del movimento futurista – Marinetti, Boccioni, Carrà, Papini e Palazzeschi – riuniti attorno a un tavolo.
L’archivio di Nunes Vais, oggi conservato presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) a Roma, comprende:
- Scene di vita quotidiana: scorci urbani, mestieri, mercati, feste popolari e momenti privati.
- Eventi pubblici: congressi, manifestazioni politiche, cerimonie ufficiali.
- Ritratti di personalità: scrittori, scienziati, attori, cantanti lirici e membri della famiglia reale.
- Teatro e musica: fotografie di scena e ritratti in costume di celebri interpreti.
- Paesaggi e viaggi: immagini scattate in Italia e all’estero, sempre con un occhio attento alla composizione.
Nunes Vais utilizzò lastre al gelatino-bromuro d’argento di diversi formati, operando con fotocamere di grande formato. Il suo approccio privilegiava la luce naturale e l’essenzialità dell’inquadratura, creando ritratti in cui la psicologia del soggetto emergesse con discrezione. Evitò artifici tecnici eccessivi, preferendo una compostezza formale che ancora oggi conferisce freschezza alle sue immagini.
Alla sua morte, avvenuta a Firenze nel gennaio 1932 per una bronchite, la figlia Laura (1) si impegnò a preservare l’opera paterna. Nel 1970 e nel 1980 donò allo Stato oltre 20.000 negativi originali su lastra. Questo corpus, insieme a stampe d’epoca conservate in istituzioni come il Museo Alinari di Firenze, costituisce una fonte primaria per la storia visiva italiana del periodo.
Retrospettive e mostre monografiche, a partire dagli anni Settanta, hanno riportato alla luce la figura di Nunes Vais, consacrandolo come uno dei grandi testimoni della sua epoca. Le sue fotografie, ancora oggi, non sono soltanto documenti storici: sono ritratti vivi, capaci di restituire la personalità e l’atmosfera di un’Italia che stava entrando nella modernità.
Nonostante la ricchezza di dettagli biografici disponibili, il luogo di sepoltura di Mario Nunes Vais rimane ad oggi non documentato nelle fonti pubbliche e digitali. Né le principali enciclopedie, né gli archivi fotografici che conservano le sue opere, riportano informazioni sul cimitero o sulla tomba. È plausibile che, data la sua appartenenza a una famiglia ebraica fiorentina, la sepoltura possa trovarsi in un cimitero ebraico, oppure in un cimitero monumentale cittadino. Recuperare questo dato non significherebbe soltanto completare la sua biografia: rappresenterebbe un atto di memoria storica, restituendo un ulteriore tassello alla vita di uno dei più importanti fotografi italiani del suo tempo.

1) Laura Weil (nata Nunes Vais), nata nel 1894 e morta nel 1988 a Firenze. Sposata con Federico Weil. Sopravvissuta all’Olocausto: anche se il padre morì nel 1932, prima delle leggi razziali del 1938, Laura visse durante il periodo fascista e superò le persecuzioni antiebraiche, forse fuggendo all'estero. Donazione dell’archivio in due tranche (1970 e 1981), donò circa 20.000 negativi su lastra, stampe, attrezzatura e materiale documentario, all’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) di Roma trasmise inoltre parte del materiale all’Archivio Alessandro Bonsanti presso il Gabinetto Vieusseux di Firenze tramite affidi a coniugi Viterbo incaricati come suoi rappresentanti. La donazione di Laura è una delle più importanti sul piano iconografico italiano del tardo Ottocento e primo Novecento.

Altri articoli
Angiolo Vannetti
Angiolo Vannetti

Scultore italiano del XX secolo, noto per opere in Italia e all'estero, tra cui Cuba e Libia. Le sue creazioni sono esposte in musei e piazze.

Don Pietro de' Medici
Don Pietro de' Medici

Sposò Leonora di Toledo nel 1571 e la uccise nel 1576. Morì a Madrid nel 1604.

Alesso Baldovinetti
Alesso Baldovinetti

Nonostante le sue opere siano state danneggiate l'opera sopravvissuta mostra un artista che sperimentava con i colori, negli affreschi e negli oli.

Gemma Donati
Gemma Donati

Gemma Donati: nella storia la silenziosa compagna di Dante Alighieri