29 Marzo 2020 · 396 Views

Disfida del torneo

La disfida del Torneo


 
Tratto da Dottor Giulio Ferrario, Aggiunte all'Opera il Costume Antico e Moderno, Firenze, Per V. Batelli e Figli, 1837.

Per fare nobilmente un torneo, dice il re Renato, bisogna essere grande del regno o barone. Quegli il quale dà un torneo chiamasi appellante. Deve primieramente aver cura di sapere se il principe, cui egli vuole far presentare la spada, ha intenzione di accettarla: sceglie poscia il re d'armi della contrada, od in assenza di questo, qualche araldo distinto, al quale consegna una spada spuntata e ottusa, come si usa ne' tornei, dicendogli: “Re d'armi, prendete questa spada, andate dal principe N. N. e ditegli da parte mia, che per la sua bravura e probità e per la gran cavalleria che è nella sua persona, gli mando questa spada per significargli che io domando di battermi in torneamento contro di lui, alla presenza delle dame, damigelle ed altre persone, in tempo e giorno determinato, ed in luogo
idoneo a ciò fare. Verranno nominati i giudici, i quali fisseranno il tempo ed il luogo.»
Il signore appellante deve sempre scegliere la metà dei giudici dal paese del signore difendente, e gli altri dal suo proprio o di qualunque altro paese, come gli piace, avendo cura di preferire i più saggi ed i migliori conoscitori in fatto d'armi.
Sulla presente tavola, copiata da una miniatura del trattato dei tornei del re Renato, che si conserva nella Biblioteca Reale di Parigi, il re d'armi, accompagnato da due araldi, riceve dal suo signore la spada che deve presentare al personaggio, che vuole sfidare.
Il principe ha in testa un berretto di color rosso carico: la sopravveste è bianca, foderata di giallo e ricamata o tessuta d'oro; il giubbone è di velluto rosso e del medesimo colore sono i calzoni, e nere​ le scarpe. La spada non ha nè ornamenti nè dorature. Il baldacchino è di stoffa azzurra con frangia d'oro ed ornato cogli stemmi del principe e con una guarnizione di dommasco in fondo giallastro. La sedia è coperta d'ermellino.
Il gentiluomo che tiene il fodero della spada ha in testa un berretto color di lacca: la sopravveste è di color rosso carico: il collare del
giubbone è verde: i calzoni sono azzurrognoli e le scarpe nere. Il cappello è nero ed ornato di una piuma giallastra.
Il giovane gentiluomo alla sinistra del principe ha in testa un berretto color di lacca: la sopravveste è azzurra, il giubbone giallo, i calzoni color di lacca, il cappello e le scarpe nere. L'altra figura che s'appoggia a questa ha in testa un berretto color di scarlatto: il giubbone è azzurro, e la sopravveste color di lacca. I calzoni sono color di piombo: il cappello è nero.
Il re d'armi ha una cotta d'armi d'ermellino: la sopravveste è verde filettata d'oro: il giubbone ed i calzoni sono color di lacca ed il berretto color di scarlatto. Porta due grandi stivali di cuoio cogli sproni di ferro. L'araldo a destra ha la sopravveste verdastra, il giubbone color di lacca, i calzoni rossi e le scarpe nere. L'altro araldo ha la sopravveste color di lacca, il giubbone nero, i calzoni color di piombo, il berretto e le scarpe nere.
Il sergente d'armi ha il berretto color di lacca, la sopravveste di scarlatto o rosso carico, il giubbone azzurro, i calzoni verdi, il cappello e le scarpe nere, la mazza è d'acciaio guernita d'oro.
Tutte queste figure hanno le scarpe colla punta lunghissima: moda che si mantenne per tutto il XV secolo.​


 
 
 

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