30 Marzo 2016 · 13755 Views

Mezzelune (crescenti) e delfini

Mezzelune (crescenti) e delfini

La famiglia dei Pazzi ha avuto una notevole importanza nella società fiorentina, in particolar modo nei secoli dell'alto medioevo. Famosa è la leggenda che vede Pazzo di Ranieri de’ Pazzi, detto Pazzino, probabile capostipite della famiglia già nell’XI secolo, a guida dei cavalieri fiorentini che partecipano alla prima crociata guidata da Goffredo di Buglione. La sua storia è ampliamente documentata nelle cronache medievali in particolare dal Villani.


Primo stemma araldico della famiglia de' Pazzi

Il condottiero fiorentino, secondo la tradizione, fu il primo a scalare le mura della Città Santa e a piantare sulle sue mura il vessillo crociato. Questa impresa, sempre secondo la tradizione, gli avrebbe valso l'onore di ricevere in dono da Goffredo di Buglione tre pezzetti di pietra tolti dal sepolcro di Cristo, oltre al diritto di fregiarsi dello stemma della casa di Bouillon: i delfini addossati da croci d'oro in sostituzione delle mezzelune. Le pietre ricevute furono portate in patria e custodite dai Pazzi. Tutt'oggi servono come acciarino per accendere il fuoco durante le cerimonie del Sabato Santo.

Questa tradizione porta con sé diversi dubbi, non tanto sui fatti, quanto sulla loro versione: è improbabile la partecipazione dei Fiorentini alla prima crociata, ma soprattutto è inverosimile che il contingente toscano sia arrivato fino a Gerusalemme; al contrario è certa la presenza dei fiorentini alla presa di Damietta.

Nella conquista della città egiziana si distinse il fiorentino Bonagiusi che, secondo la tradizione, arrivò per primo sulle mura. Questo personaggio faceva parte del contingente guidato proprio da Pazzo, per questo motivo ci sono serie possibilità che l'impresa sia stata modificata sulla figura di Pazzo per conferire al condottiero maggiore prestigio e sostituendo il nome di Damietta con quello di Gerusalemme.

Quanto al nuovo stemma (d’azzurro, cinque crocette d'oro poste in croce, trifogliate, col piede aguzzo, a due delfini dello stesso, in palo, addosspartecipanoocetta in cuore) si ha la certezza che questo non fu mai concesso da Goffredo di Buglione, né mai appartenuto alla famiglia ducale belga, ma sia molto più recente e che i Pazzi lo ricevettero solo nel 1388 dai conti di Bar per dei servigi fatti, ma dei quali si ignora la natura (almeno per lo scrivente).
 


Stemma dei Pazzi.


© Riccardo Mugellini, medievista ed esperto di araldica.
 

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