24 Febbraio 2019 · 484 Views

Chiesa di Santa Maria Maddalena a Saturnia

Chiesa di Santa Maria Maddalena
 Saturnia, frazione del comune di Manciano in provincia di Grosseto.




 
Tratto da C.A. Nicolosi, La montagna maremmana Val d'Albegna la Contea Ursina, Bergamo, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, 1911​

Io ricordo la deliziosa sorpresa provata varcando la soglia della modesta chiesuola, che nulla distingue dalle case d' intorno.
Era domenica, e fuori affocava il mezzogiorno. Entrando invece, la navata semplice e nuda offriva il ristoro d'una tranquillam penombra, dove aleggiava tuttora un lontano profumo d'incenso, ed un sommesso salmodiare di preci. Un gruppo di donne, genuflesse davanti all'altare maggiore si raccomandavano alla Vergine, che, luminosa d'oro, trionfava nella immutabile bellezza della tavola senese.


 
     
 

Non accade tutti i giorni d' incontrare un'opera autentica e sconosciuta d'un simpatico maestro. Il trovarla poi in queste condizioni, inaspettata, nello stesso luogo per il quale fu dipinta, immune di ritocchi ed in buono stato, non può che aumentare il piacere e renderci proclivi ad esagerarne il valore, se la Madonna di Saturnia avesse bisogno di simili artifizi per imporsi all'ammirazione. Il tipo della Vergine e del Bimbo equivalgono alla firma assente dell'autore.
Anche qui abbiamo i soliti visi tondi col naso leggermente volto all'insù, il mento sfuggente e le sopraciglia sottili ed arcuate con esattezza geometrica che sono i preferiti alla maniera di Benvenuto di Giovanni (1). Manca invece, come non confacente alla modestia del luogo, il lusso delle decorazioni ornamentali, lo sfarzo dei broccati e delle stoffe intessute d'oro che formano uno dei caratteri più salienti del simpatico pittore. Ciò nonostante crediamo che, senza errare di molto, si possa assegnare la tavola al periodo migliore della sua lunga carriera artistica, a quello cioè compreso fra il 1475 ed il 1483 o, con altre parole, fra il trittico della Galleria di Siena e la pala di S. Domenico.

 
La Madonna col Bambino e santi attribuita a Benvenuto di Giovanni​
 
Pure la figura principale non giustificherebbe una preferenza per questo dipinto di Benvenuto. Anzi alcune piccole imperfezioni, le mani non molto belle, un disegno talvolta fin troppo minuto, potrebbero far credere la tavola di Saturnia lavoro di uno scolaro assai vicino al maestro, se a questa ipotesi non s'opponessero le figure accessorie, oranti a tergo della Vergine, le quali, esprimendo una parola assolutamente nuova nell'arte di Benvenuto, conferiscono alla tavola il più grande interesse.
Già la Maddalena, col suo visetto stupito di bimba quindicenne, si scosta dalla tradizione e dai tipi abituali del maestro. Quella fanciulla è tanto lontana dalla formosa cortigiana santificata, da non essere riconoscibile ove mancasse il vaso degli aromati che le serve d'emblema, ed il .suo volto gracile e gentile, nonostante i capelli stilizzati secondo l'arte di Benvenuto, non possiede le caratteristiche che questi imprime a tutti i suoi visi, perchè possa credersi dipinto di maniera.
Alla stessa convinzione induce il S. Sebastiano, che tale è soltanto perchè nudo e trafitto da un numero stragrande di frecce. Lo scostarsi dalla tradizione è ancor più accentuato in questa ammirabile figura. Come siamo lontani dall'adolescente, bellissimo ed impassibile! Non che la sofferenza del viso corrisponda al dolore delle ferite. Ouel viso non soffre; ma c'è tanta vita, c'è tanta concentrazione nella fronte breve, corrugata sotto una folta e ruvida capigliatura, ci sono nella bocca e nel mento delle rughe e dei tratti così ben determinati e così personali, da far ritenere con grande probabilità che quella testa, non molto intelligente, ma espressiva e rivelatrice d'un carattere rude e tenace, sia stata copiata dal vero.
Avremmo in tal caso uno dei rarissimi ritratti di scuola senese e questo fatto non sarebbe il meno importante per attrarre tutte le nostre simpatie sul prezioso dipinto, al quale lo squallore desolato di Saturnia potrà dare una speciale bellezza, ma non aumentarne il pregio.


(1) Benvenuto di Giovanni di Meo del Guasta (Siena, 13 settembre 1436 – Siena, 1509/1518) è stato un pittore italiano.


 



 

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