04 Dicembre 2018 · 832 Views

Il Palazzo Strozzi

Il Palazzo Strozzi




 
Questa massa nera, gigante, par posta fra mezzo alla monumentale città a dar contezza nei secoli della magnificenza e gagìiardia dell’animo di Filippo Strozzi il Vecchio, che la fece edificare, e della virtù degli artefici insigni Benedetto da Maiano e Simone del Pollaiolo, detto il Cronaca, che l’uno dopo l’altro vi attesero.
Difficile, se non impossibile, è il definire nella scala degli esemplari architettonici a quale ordine questo palazzo appartenga; io mi contenterò di qualificarlo per un palazzo di tipo fiorentino, lasciando che altri a questo proposito la pensi come crede migliore.
Poniamoci dunque per alcuni momenti sull’angolo di via della Spada e osserviamo. Il palazzo riposa sopra un bello ed ampio sedile dal quale sopra adeguata cornice a gola rovescia muove il rivestimento di grandiose bozze a baule le quali, decrescendo nel- l’ascendere, in ampiezza ed aggetti, ottengono il fine di dare alla fabbrica maestà senza cadere nella pesantezza. Fra il sedile ed il primo piano sono finestre quadrate, senza lusso di decorazione, praticatevi solo per dar luce al terreno il quale, come di consueto in Firenze, non servirà mai per uso di abitazione.


 


A limitazione del primo piano ricorre una imponente cornice a dentelli sormontata da finestre sul mezzo tondo circoscritte da brachettone e rese bifore da colonnette composite, sulla quale decorazione girano le corone di bozze, unica cosa a mio senso non mescita eccellente. Le porte, meno nella luce s’intende, sono sullo stesso motivo delle finestre, ma più di quelle grandiose. La cornice e le finestre del secondo piano hanno tutti i pregi riscontrati nel primo. Il cornicione corintio, per l'armonia delle linee è il più bello che io abbia mai veduto; sarà forse simile a quello stesso del Pantheon ma è un fatto che qui fa effetto migliore: quello del Palazzo Farnese, senza dubbio uno dei più belli del mondo, gli sottostà. L’insieme del monumento e meravigliosamente grande e stupendo. Arricchiscono la severa mole bocciuoli per torcie, campanelloni con anelli atti secondo il costume degli antichi, a ricevere i pennoni ed i palii (1) e sugli angoli lumieroni lavorati come gli oggetti descritti, dal famoso Caparra in ferro battuto come nessuno artefice moderno saprebbe.

 
 
Porta-fiaccola in ferro battuto decorato con un dragone

Il cortile a portici sul mezzo tondo sostenuti da colonne di ordine composito è più severo che elegante.
Il primo piano ad archi assai gravi, sostenuti da pesanti pilastri chiusi sui lati lunghi, messi a finestroni sui brevi, non è quale si potrebbe desiderare ma la terrazza che gli sovrasta coperta da tettoia sostenuta da ben proporzionate colonne e ricca di balaustrata compone col resto assai bene, nè manca anche a questa parte quel non so che di tipico che mi ha fatto sentenziare per l’esteriore.

 



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