10 Maggio 2021 · 569 Views

Affresco di Giovanni da San Giovanni

Affresco di Giovanni da San Giovanni
raffigurante "Cristo nutrito dagli angeli".

L'affresco è situato all'interno dell'ex Monastero, oggi Istituto universitario europeo, di fianco alla Badia Fiesolana



Incisione di Goffredo Seuter

Tratto da Izunnia Ant. M.Cavagna San Giuliani di Gualdana, Antonio, Reminiscenze pittoriche di Firenze, Firenze, Tip. dei Vulcani, 1845

"Questo affresco di Giovanni Mannozzi, detto Giovanni da S. Giovanni 5 potrebbe chiamarsi l'Apoteosi di Firenze e sebbene fosse uno dei primi lavori di quell'ingegno bizzarro, poiché lo condusse circa il 1616 cioè all'età di 26 anni, pure gli procacciò gran fama, e ad esso fu debitore in gran parte, se il suo nome suonò celebre in Roma e vi trovò onorate commissioni.
Ma non saprei meglio descriverlo ed illustrarlo di quello che abbia fatto il suo biografo il celebre Baldinucci che così ne parla:
II Granduca Cosimo Secondo avendo formato di lui (del Mannozzi) gran concetto, volle ch'egli eseguisse un suo nobile pensiero, che fu di dipingere a fresco la facciata della casa, che per entro la città fa termine alle case fra le due vie rimpetto alla porta a S. Pietro in Gattolino , o vogliamo dire Porta Romana. A quest'opera s'applicò Giovanni con gran premura, facendo apparire in essa una sua bella idea, rappresentando dal destro lato di una finestra, che è nel mezzo, la figura di Marte, di Pallade e di Mercurio, in belle attitudini, e le Grazie che al suon della lira (1) d'Apollo stanno leggiadramente danzando, e dal sinistro la citi a di Firenze in figura d'una maestosa Regina sedente in trono, vestita dell'abito della sacra religione di Santo Stefano papa e martire, alla quale seggono a destra e sinistra due vaghe femmine ammantate pure alla reale, che rappresentano, quella a destra la città di Pisa, quella a sinistra la città di Siena, alle quali tutti accorrono in atto reverente, Flora colle quattro Stagioni dell'anno, ciascheduna provvista di sue delizie per fargliene offerta; mentre varii amoretti, e principalmente due (2), che uno maschio e l'altra femmina, scherzando nell'aria, applaudiscono a quell'azione. Sopra l'architrave della finestra posa leggiadramente, quasi giacente, il fiume d'Arno figurato in un vecchio nudo, disegnato maravigliosamente, sopra di cui si vede l'arme della casa serenissima de' Medici in mezzo a due vaghe femmine, del tutto e vagamente vestite, che una rappresenta una vergine Vestale con la face accesa in mano, significante la Vigilanza e l'altra con la spada alla mano va figurando la Giustizia (3)... E non è da tacersi, che Giovanni, prima di fare questa pittura nel modo che detto abbiamo, avevala dipinta con diversa invenzione: e già avendola esposta alla pubblica vista d'ognuno, avevane riportata gran lode: quando rimessi su i ponti, e di nuovo serratosi attorno a quel muro, mandò a terra tutto il fatto, mentre il popolo ne gridava a testa, ma egli rispondeva: s'ella piace a voi non piace a me: e collo scoprire che fece poi la nuova pittura, diede a conoscere quanto diverso sia il giudizio dell'occhio di perito maestro, da quello del popolo, che per lo più senza raziocinio intorno a' precetti dell'arte vuol giudicare: conciofussecosachcè egli la conducesse di tanto gusto, che non solo ella eccede in bontà il primo lavoro, ma ne guadagnò maggiori plausi della patria sua e d'ogni valoroso artefice straniero, che entrando per quella porta nella nostra città, s'incontrava in essa, tanto che presto volò la fama di suo pennello anche a' più lontani; e gran peccato, per così dire, fu del tempo e di chi poi quella casa abitò, l'averla sì malamente conservata, e per meglio dire in tanti modi e luoghi maltrattata e guasta".

1) Veramente è un violino, errore in cui pur cadde il divino Raffaello nel suo Parnaso per compiacere Leone X, ritrattando nelle figure di Apollo un celebre violinista molto caro a quel Pontefice.
2) Non sono che due gli amorini i quali scherzan nell'aria. Quello a sinistra dello spettatore sembra scendere con due serti di lauro a coronar le Grazie; l'altro sparge fiori. Quest'ultimo è una graziosa bimba, anche oggii benissimo conservata, e che lo Scuter trasformò in un puttino. E noto che il bizzarro Giovanni solea dipinger volentieri anche le Angiolesse, e due graziosissime ne fece nel suo bell'affresco, che ammirasi nella chiesa di S. Felice, ove effigiò questo Santo.
3) Sotto la finestra, stando all' incisione del Scuter è seduto un putto in alto di sostenere un'arme, in cui campeggia la croce cavalleresca di Santo Stefano.

 



 

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