29 Marzo 2018 · 1632 Views

Niccolò Barabino, pittore

Niccolò Barabino
(San Pier d'Arena, 13 giugno 1832 – Firenze, 19 ottobre 1891)
 
 

Niccolò Barabino, Mosaico del portale centrale del Duomo di Firenze
Cristo in trono con Maria e San Giovanni Battista

Barabino (Niccolò) illustre pittore genovese, coloritore potente, compositore grandioso, continuatore sapiente della famiglia de' grandi artisti italiani, ragionatore mirabile dell'arte sua, sente ed esprime idealmente ma con mano vigorosa il vero, rendendo alle sue figure storiche, ai suoi ritratti il sangue, l'anima, il carattere, la vita. Niccolò Barabino è nato l'anno 1832 in Sampierdarena presso Genova. Da ragazzetto fu messo ad imparare a leggere ed a scrivere presso un maestrucolo del paese, ma senza frutto, perchè, invece di studiare si divertiva a scarabocchiare i quaderni, facendo figure, bastimenti ed
altro; non bastandogli questo, si occupava a sciupar mobili con la punta delle forbici, ad imbrattar le pareti con segni fatti col carbone, in modo che il padre suo vinto dall'insistenza del giovinetto risolse di metterlo a studiare nell'Accademia Ligustica di Belle Arti, sotto la direzione del professor Giuseppe Isola, pittore ancora vivente ed oprante in Genova, e vi studiò con assiduità. Dopo alcuni anni di scuola, vinse il concorso della pensione Durazzo, colla quale era obbligato a recarsi in Roma o a Firenze, e scelse quest'ultima città come sede stabile in unione all'amico suo Semina, col quale divise la pensione che egli aveva vinta. Benchè non abbia tralasciato di fare studi a Roma e Venezia, in tutte queste città non volle mettersi sotto a nessun maestro, e si lasciò guidare dal solo suo sentimento. Il primo lavoro di qualche entità fatto in Firenze è stato una
Pala d'Altare e la Madonna Consolatrice degli afflitti, quadro che, esposto a Torino, ebbe lietissimo incontro ed aperse al Barabino la via delle commissioni, per mezzo delle quali egli potè svolgere man mano le poderose sue forze artistiche, con vari lavori fatti nelle chiese della Riviera Ligure, tra i quali possono annoverarsi come principali gli Affreschi della parrocchia di San Giacomo di Corte a Santa Margherita Ligure, primo suo tentativo in affresco, ed i Profeti colossali fatti in Sestri Ponente, quelli dell'Abside di Monte Allegro; La volta centrale della parrocchia di Camogli.


L'Immacolata, (particolare) la pala dell'altare dipinta da Nicolò Barabino situata nella Cappella del Rosario, Genova


Nel 1856, esponeva al pubblico in Firenze il suo quadro rappresentante La morte di Bonifacio VIII, che fece allora molta impressione, o che, due anni fa, fu venduto dagli eredi del possessore Smitz, in Londra, per un prezzo rilevante. Dopo il Bonifacio VIII, ebbe commissione dalla marchesa Luisa Durazzo di Genova, di eseguire un grandioso Trittico da ornare la sua cappella gentilizia, posta nella chiesa della Concezione in Genova. Ritornato agli affreschi, dipinse una sala della palazzina Celesia, con tre grandiosi argomenti: Galileo dinanzi al Tribunale della Inquisizione; Pier Capponi che lacera i Capitoli dinanzi a Carlo VIII e i Vespri Siciliani; questi affreschi vengono considerati i suoi migliori lavori, in questo genere di pittura tanto bella, quanto difficile, perchè eseguiti sopra una base più seria e meno decorativa; altri affreschi ancora ha eseguito nel palazzo dell'avvocato Orsini, nell'ospedale della duchessa di Galliera, e nel salotto dei signor Pignone, tutti in Genova. Dall'avvocato Tito Orsini gli furono commessi per il suo palazzo quattro grandi quadri storici, da porsi alle paretdella sua sala. Essi rappresentano: Galileo in Arcetri, a letto malato, circondato dai suoi allievi; Colombo deriso al Consiglio di Salamanca; Archimede ed Alessandro Volta, più due sopraporte considerate non inferiori ai grandi quadri. Il quadro del Galileo si meritò uno dei quattro primi premi all'Esposizione Nazionale di Torino nel 1880. Il Volta è sorpreso nel momento stesso in cui gli balena alla mente la scoperta della pila; nulla di più vivo, di più vero, di più grande, di più glorioso pel trionfo del pensiero umano; il quadro meriterebbe d'essere molto più visitato, e di essere riprodotto ad uso popolare.


Morte di Bonifacio VIII

Framezzo a tutti questi lavori, il Barabino trovò il tempo per eseguire altri dipinti di non minore importanza, come sarebbe le Tre Lunette ridotte a mosaico che decorano le porte della facciata del Duomo di Firenze; una Madonna intitolata: Quasi oliva speciosa in campis esposta col quadro del Colombo, nel 1887, a Venezia, e che fu acquistala da S. M. la Regina d'Italia; dipinso testo, ritratti, quadretti, e, mentre scriviamo, prepara gli studii per altri quadri e affreschi. Il Barabino come tutti i Liguri, è attivo, costante, studioso, e, se bene amantissimo di tutto ciò che è nuovo, non si lascia mai sorprendere dallo esagerazioni; è di carattere riflessivo, riservato e pondera bene i suoi giudizi. È quindi naturale che egli sia chiamato da ogni parte per giudizi di cose d'arte e che faccia parte della Commissione Permanente ministeriale eletta dagli artisti d'Italia.
Fu Presidente del Comitato per le Onoranze a Donatello, è tuttora Presidente del Circolo degli Artisti in Firenze. Nel 1884, scoppiato il colèra nella Liguria, intanto che lavorava per la duchessa di Gulliera, depose il pennello e si ascrisse in Sampierdarena al Comitato di soccorso e di assistenza ai colerosi; fatto Presidente di questo Comitato, che condusse tanto bene, da meritarsi dal Governo una medaglia d'argento, come benemerito della salute pubblica. Il Barabino è accademico corrispondente ed onorario di tutte le istituzioni artistiche d'Italia. Il Governo gli conferi due commende e lo nominò Cavaliere dell'Ordine del Merito Civile di Savoia.

 

Galileo Galilei davanti al tribunale dell'Inquisizione. Olio su tela di Niccolò Barabino, 1888.
Replica ridotta dell'affresco in Palazzo Celesia a Genova (Collezione privata, Genova).
 

Tratto da Angelo De Gubernatis - Ugo Matini, Dizionario degli artisti italiani viventi, pittori, scultori e architetti, Firenze, Tip. dei successori Le Monnier, 1889​

Angelo De Gubernatis (Torino, 7 aprile 1840 – Roma, 26 febbraio 1913) è stato uno scrittore, linguista e orientalista italiano. Nel 1906 fu candidato al Premio Nobel per la letteratura. Una parte delle sue collezioni di reperti raccolte nei suoi viaggi in India è confluita nel Museo Antropologico di Firenze. (
Fonte Treccani)

 

Nicolò Barabino, Vespri Siciliani


Nicolò barabino, la Carità tra i rappresentanti delle corporazioni artigianali di Firenze, 1885-87


Nicolò Barabino, nudo femminile sdraiato



 

Arte


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