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Il Marzocco Fiorentino

Il Marzocco Fiorentino
etimologia e storia di uno dei simboli di Firenze​
Prima Versione:
Il Marzocco, in origine Marzucco, raffigura un leone seduto nell'atto di sostenere e proteggere lo stemma del giglio di Firenze. Animale totemico protettore della città, il Marzocco fu adottato sin dal medioevo ai tempi della repubblica fiorentina instaurata nel 1115. Importante figura biblica quella del leone che rappresenta la tribù di Giuda e la discendenza da Davide, come è scritto alla base dell'obelisco di Sisto V in Piazza San Pietro a Roma "Vicit Leo de Tribu de Juda".
l'etimologia della parola Marzocco/Marzucco, fin qui ritenuta dai più incerta, potrebbe invece essere longobarda, ossia derivare da
Marh = cavallo e dal verbo zuccòn che significa stringere, sostenere, proteggere (zuccotto) ovvero il cavallo che protegge, quindi Marhzuccòn. Ovviamente notiamo che il simbolo raffigura un leone, e come mai allora si fa riferimento ad un cavallo?
Il Marzocco è un'opera di Donatello in pietra serena (135,5x38x60 cm) custodita nel Museo del Bargello di Firenze. Anticamente si trovava in piazza della Signoria, dove oggi, per preservarla dagli agenti atmosferici, è sostituita da una copia. Risale al 1419-1420.
Il Marzocco è un'opera di Donatello in pietra serena (135,5x38x60 cm) custodita nel Museo del Bargello di Firenze. Anticamente si trovava in piazza della Signoria,
Il Marzocco di Donatello (copia) - Firenze
Il Marzocco 
Per preservarla dagli agenti atmosferici, è sostituita da una copia. Risale al 1419-1420.
Perché probabilmente l'animale totemico protettore di Firenze nell'alto medioevo ai tempi del Ducato di Tuscia era proprio un cavallo, che però era lo stesso della città ora nemica di Arezzo. Quindi per differenziarsi da quest'ultima fu adottato un animale più vicino al magistero della Chiesa, che rappresentasse gli ideali di fiera indipendenza della repubblica fiorentina. Il nome però del simbolo protettore rimase lo stesso, anche perché ormai svincolato dal significato etimologico in quanto il longobardo, a partire dell'anno mille, si era estinto cedendo il passo ai volgari neolatini.
Curioso il fatto che per rappresentare la
repubblica fiorentina fu utilizzato lo stesso simbolo della corona di Scozia, ossia il leone che protegge il giglio, che come sappiamo è un simbolo fortemente mistico che raffigura la fede. In realtà i rapporti tra la corona di Scozia e la città di Firenze sono più profondi di quello che si potrebbe pensare. Nell'attuale Via dei Leoni, di fianco a Piazza della Signoria, era stato infatti allestito un serraglio con dei leoni, simbolo di prestigio e nobiltà, proprio in onore del re di Scozia Guglielmo I detto "il leone" (William the Lion  1143-1214) probabilmente perché i fiorentini ne condividevano gli ideali di fiera e accanita indipendenza sia dall'Inghilterra del cugino Enrico II Plantageneto che dalla Chiesa di Roma.
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Seconda Versione:
 
Il termine è di etimologia incerta, ma comunque da riferire al latino "martius"= di Marte. Un'altra delle spiegazioni avanzate è che marzocco sia la contrazione della parola Martocus, cioè piccolo Marte. la più celebre di queste raffigurazioni è senz'altro quella di Donatello. Più anticamente, come si può vedere nella banderuola di Palazzo Vecchio, il marzocco doveva essere rappresentato come rampante con un pennoncello con le armi di Firenze (Giglio Rosso in campo bianco)
Fra gli altri, Dante riporta la comune credenza che la città di Firenze fosse anticamente dedicata a Marte, e come esistesse una statua romana del Dio, già al foro, sistemata vicino al Ponte Vecchio, che venne travolta dalla piena del 1333.
Stendardo di Guglielmo I di Scozia,diventato poi quello della reale casa di Scozia
Stendardo di Guglielmo I di Scozia,diventato poi quello della reale casa di Scozia
Le cronache cittadine riportano che il serraglio delle fiere fu poi spostato nel 1550 e venne messo in via del Maglio (l'attuale via Lamarmora), accanto al giardino dei Semplici, dove rimase fino al 1775, quando il granduca Leopoldo II lo abolì. Al tempo della Repubblica, il personaggio incaricato della direzione del serraglio doveva essere nobile, pagare da trenta anni le Gravezze (tasse) e doveva portare la barba lunga, contrariamente all'uso del tempo, come è scritto in una Riformagione del XIV secolo.
#FPC
 

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